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	<title>Edi... ting</title>
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	<description>Fra vita e tastiera, i post semiseri di chi scrive per passione, ma legge (e rilegge e riscrive) per lavoro.</description>
	<pubDate>Tue, 08 Jan 2008 17:17:37 +0000</pubDate>
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		<title>Per Edi</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jan 2008 17:17:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
<category>Edi Vesco</category>
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		<description><![CDATA[«…le piccole cose che danno sapore alla vita me le godo tutte, per gioire mi basta guardare una delle mie rose che sboccia…»
Ti ricorderemo tutti così, Edi carissima: per la forza, la dolcezza e la felicità che riuscivi a mettere in tutte le cose.
Una collaboratrice unica, sensibile nel tradurre e nell’interpretare. Il fascino e l’originalità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«…le piccole cose che danno sapore alla vita me le godo tutte, per gioire mi basta guardare una delle mie rose che sboccia…»<br />
Ti ricorderemo tutti così, Edi carissima: per la forza, la dolcezza e la felicità che riuscivi a mettere in tutte le cose.<br />
Una collaboratrice unica, sensibile nel tradurre e nell’interpretare. Il fascino e l’originalità della tua scrittura rimarranno nei tuoi romanzi. Sei stata una vera scrittrice, anche perché umile e paziente: hai messo il tuo talento al servizio degli altri, senza narcisismo né supponenza. Ma soprattutto sei stata – e sarai sempre – per noi una grande amica, generosa e affettuosissima.<br />
Resterai sempre con noi.</p>
<p>Stellina, Nicoletta G., Giovanna, Sara, Patricia, Giovanni, Elisabetta A., Franca, Antonella B., Ilde, Elena M., Francesca M., Anna, Enrico, Maria Paola, Greta, Valentina, Francesca V., Benedetta, Silvia, Stefania, Antonella R., Gabriella S., Giuliana, Nicoletta B., Elena B., Tommy, Alice, Mariarosa, Piera, Francesca M., Emma, Elisabetta R., Alessio, Giulia, Laura C., Carlo V., Francesco, Andrea, Daria, Antonella C., Laura, Carlo M., Sabrina, Nicoletta M., Gabriella N., Silvia R., Silvia V., Serena, Marina, Nicoletta B., Cecilia, Monica, Silvia B., Paola, Margherita, Francesca C., Angelo D., Maria Elisa, Alessandra, Donata, Rachele, Roberta , Angelo C., Marina, Rita, Giorgio, Antonio, Sonia, Emanuela, Gabriela, Alessandro, Emad</p>
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		<title>I miei auguri di Buon Anno</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Dec 2007 14:50:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edi Vesco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://edivesco.ormedilettura.com/files/2007/12/auguri-ok.jpg" title="auguri-ok.jpg"><img src="http://edivesco.ormedilettura.com/files/2007/12/auguri-ok.jpg" alt="auguri-ok.jpg" /></a></p>
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		<title>Tre anni fa. Un ricordo</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Dec 2007 01:03:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edi Vesco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[ Lo tsunami del 26 dicembre 2004. Ne L&#8217;ultimo quarto di luna  ho dedicato dei capitoli a questo dramma, che mi ha colpita in modo particolare. Per la sua furia improvvisa quanto spaventosa. Per il momento dell&#8217;anno davvero speciale, il giorno dopo Natale, che ha irriso trasformandolo in orrore. E ancor di più per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://edivesco.ormedilettura.com/files/2007/12/sophia.jpg" title="sophia.jpg"><img src="http://edivesco.ormedilettura.com/files/2007/12/sophia.jpg" alt="sophia.jpg" /></a> Lo tsunami del 26 dicembre 2004. Ne <em><a href="http://www.sperling.it/scheda/978882004326">L&#8217;ultimo quarto di luna</a>  </em>ho dedicato dei capitoli a questo dramma, che mi ha colpita in modo particolare. Per la sua furia improvvisa quanto spaventosa. Per il momento dell&#8217;anno davvero speciale, il giorno dopo Natale, che ha irriso trasformandolo in orrore. E ancor di più per le storie di vita, per le fatalità quasi impossibili da credere, per i sorrisi ignari eternati dalle centinaia di foto dei dispersi&#8230; Storie e sorrisi di chi là era andato per qualche giorno di vacanza senza sapere di aver pochi giorni di vita. O di chi là viveva, più o meno bene, più o meno legato ai ricchi turisti, con o senza un lavoro. Lo tsunami mi ha tenuta -come credo migliaia di persone- per settimane, a sera tarda, al pc, a seguire le vicende di tanti sconosciuti, sperando per loro e per le famiglie. Cercando nei siti dove a poco a poco si ammassavano foto, dati, appelli&#8230; Fissando incredula le immagini agghiaccianti diffuse dagli ospedali di Krabi, Patong ecc. fin dall&#8217;indomani della tragedia: corpi senza vita recuperati subito dopo l&#8217;ondata devastatrice, corpi di occidentali e di asiatici, di poveri e di ricchi, accomunati da una fine atroce. Volti integri, come colti nel sonno, attoniti&#8230; Poi, a quelle immagini quotidianamente se ne aggiunsero altre più orride, di corpi e visi sfigurati, enfiati, senza più lineamenti. E i volti integri restarono quelli delle foto dei dispersi, là sui siti. Giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, quando per i parenti e gli amici la speranza scemava a poco a poco e sempre meno servivano le segnalazioni: &#8220;vestiva una T-shirt a righe blu e  verdi&#8230;&#8221; &#8220;Vista per l&#8217;ultima volta in un negozio di souvenir&#8230;&#8221; &#8220;Sei anni, capelli rossi&#8230;&#8221; Da quel 26 dicembre sono passati tre anni. Oggi, per tutti quelli che il 26 dicembre hanno perso qualcuno e per chi se ne è andato, ricco turista o povero indigeno, italiano o straniero, occidentale o asiatico, ho voluto &#8220;postare&#8221; un ricordo. Un&#8217;immagine scattata sulla spiaggia di Khao Lak, in Thailandia. La ragazzina sorridente nella foto sull&#8217;albero era tedesca, aveva dodici anni, si chiamava Sophia Dorothea, a Khao Lak era arrivata in vacanza con la famiglia, forse per il suo primo viaggio nei Paesi esotici. Un sogno, forse, per lei. Non è più tornata a casa. A guardarla, una donna e un&#8217;altra bimba. Speranza. Continuità.  Fiori sulla sabbia, vita sulla morte. Voglio crederci. Per Sophia Dorothea e per tutti i neonati, i bambini e i ragazzi che lo tsunami ha spazzato via. E per tutti i neonati, bambini, ragazzi che la vita non possono viverla o non hanno fatto in tempo a viverla. Perché qualcosa più grande di loro glielo impedisce, glielo ha impedito. La forza della natura su una spiaggia o la violenza degli uomini , purtroppo, in tutto il mondo.</p>
<p>Ciao, al prossimo post. Per dirvi Buon Anno.</p>
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		<title>Com&#8217;è nato &#8220;Il sole d&#8217;inverno&#8221;?</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Dec 2007 00:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edi Vesco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[FILM-PAROLE... E FATTI ED EMOZIONI]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;entra un film, sì. Storia di una monaca, di Zinnemann, con Audrey Hepburn e Peter Finch semplicemente magistrali. Per il libro chiamo in causa lui, nel difficile ruolo del dottor Fortunati, il tropicalista  preso solo dal suo lavoro, brusco e severo&#8230; sì, guardarlo mi ha fatto covare l&#8217;embrione di quel  che poi è diventato il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;entra un film, sì. <em>Storia di una monaca</em>, di Zinnemann, con Audrey Hepburn e Peter Finch semplicemente magistrali. Per il libro chiamo in causa lui, nel difficile ruolo del dottor Fortunati, il tropicalista  preso solo dal suo lavoro, brusco e severo&#8230; sì, guardarlo mi ha fatto covare l&#8217;embrione di quel  che poi è diventato il professor Julien Fabiani. Audrey Hepburn invece non ha niente a che vedere con il libro, ma se non avete visto il film cercatelo e incantatevi a guardarla. Quanta intensità negli occhi&#8230; con lo sguardo dice almeno quanto con le parole i dubbi e i tormenti di chi capisce di aver sbagliato a farsi suora e non accetta più la rigida vita del convento. E visto che è Natale vi ricordo la scena del presepio nella missione in Africa. Dura, crudele, drammatica, insanguinata, ma con una sua strana trepida dolcezza.</p>
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		<title>Brutte influenze sull&#8217;&#8230;influenza</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Dec 2007 00:18:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edi Vesco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Spot-parole]]></category>

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		<description><![CDATA[Impazza. Infierisce. Imperversa. Impedisce gli scambi d&#8217;auguri e doni sotto l&#8217;albero. Più che di spumante quest&#8217;anno si parla di spremute, insomma. Se chi stava benino si ammala di brutto e chi è già ammalato non ne esce, la colpa è solo del virus? Forse. Ma forse no. Per esempio siamo sicuri che non c&#8217;entrino un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Impazza. Infierisce. Imperversa. Impedisce gli scambi d&#8217;auguri e doni sotto l&#8217;albero. Più che di spumante quest&#8217;anno si parla di spremute, insomma. Se chi stava benino si ammala di brutto e chi è già ammalato non ne esce, la colpa è solo del virus? Forse. Ma forse no. Per esempio siamo sicuri che non c&#8217;entrino un po&#8217;  certi spot tv tipicamente stagionali? Stasera ci ho fatto caso, tutta roba da finire a Malattie Infettive con la polmonite.</p>
<p>Esempio 1 Sintomi di raffreddore e, si pensa, anche la febbre, ma non si sta in casa cucce cucce al caldo. No, si esce, si raggiunge l&#8217;amica al bar anche se piove a dirotto e fa un freddo cane. Lì si scioglie una bustina nell&#8217;acqua calda e via, di corsa sotto la pioggia battente, come rinate, mentre l&#8217;amica fa tutto tranne dissuadervi (sui nefasti amici degli spot vedi sotto)&#8230;</p>
<p>Esempio 2. Influenza alla sera, tornando dall&#8217;ufficio? Di norma l&#8217;indomani dovreste essere rotti di ossa e di testa, come tritati al passacarne e con la febbre. E invece no. Mogliettina premurosa, magica compressa prima di coricarsi (una tantum, due son troppe) e la mattina dopo eccovi in piedi belli freschi a fare a palle di neve dalla finestra con i soliti amici deficienti (gli amici delle pubblicità sono quelli che ci fai gli scongiuri perché non ti capitino mai nella vita vera, quelli che vengono a romperti le palle anche quando stai morendo&#8230;, vedete il post del 15 ottobre sul marito innamorato)</p>
<p>Esempio 3. Il turista straniero sta da schifo in albergo per l&#8217;influenza, ma il portiere gli manda su in camera il portentoso rimedio e la mattina dopo  eccolo tutto vispo dietro la moglie in  un vorticoso giro di shopping.</p>
<p>Ma dove? Ma quando?</p>
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		<title>Buon Natale</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Dec 2007 17:16:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edi Vesco</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Cari tutti, tutti cari,
è arrivato Natale. Che cosa vi aspettate? Di tutto?? Ecco, lo sapevo (notate che parlo e mi rispondo da sola, è già un buon segno&#8230;&#8230;.). Va bene, allora incominciamo dalla parte ludica, quella a me più congeniale. Come &#8220;introduzione&#8221; allegra alle Feste, se siete un po&#8217; giù di corda, se avete un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari tutti, tutti cari,</p>
<p>è arrivato Natale. Che cosa vi aspettate? Di tutto?? Ecco, lo sapevo (notate che parlo e mi rispondo da sola, è già un buon segno&#8230;&#8230;.). Va bene, allora incominciamo dalla parte ludica, quella a me più congeniale. Come &#8220;introduzione&#8221; allegra alle Feste, se siete un po&#8217; giù di corda, se avete un sacco di cose da fare e poca voglia oppure proprio niente da fare e tanta voglia di fare qualcosa, andate a visitare questo stupidino giochino tanto bellino sul sito della Hallmark (sezione Cartoline Virtuali, Christmas/Humor, pag.1). Si chiama X-Treme X-mas Tree Decorating (sotto vi metto anche il link, ma sono un po&#8217; intronata e potrei aver sbagliato, così meglio darvi una traccia concreta&#8230;) Provate e buon divertimento. <a href="http://www.hallmark.com/webapp/wcs/stores/servlet/leaf|10001|10051|-102050|147551;-102001;11441;-102271;-102050||||ecards|1">http://www.hallmark.com/webapp/wcs/stores/servlet/category5|10001|10051|-102050|147551;-102001;11441;-102271;-102050|ecards|Humor</a></p>
<p>Ecco fatto, come breve post di rientro (sperando di non dovervi più abbandonare per cause di forza maggiore) ho finito.</p>
<p>Ah no, dimenticavo gli auguri. Vediamo&#8230; Allora&#8230; Sono dei Pesci, no? Massì, dai&#8230;<a href="http://edivesco.ormedilettura.com/files/2007/12/christmas-fish1.jpg" title="christmas-fish1.jpg"><img src="http://edivesco.ormedilettura.com/files/2007/12/christmas-fish1.jpg" alt="christmas-fish1.jpg" /></a></p>
<p>Stupidina anche questa immagine, però diverte. Da una Pesci a tutto lo Zodiaco, auguri auguri e ancora auguri!</p>
<p>Un abbraccio. A presto, per ridere sorridere leggere chiacchierare eccetera.</p>
<p>Edi</p>
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		<title>Che schifo&#8230;</title>
		<link>http://edivesco.ormedilettura.com/2007/12/07/che-schifo/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Dec 2007 10:16:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edi Vesco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Ben ritrovati tutti. Son qua di nuovo. Un malanno, due presentazioni di Grace (che vi racconterò) e il lavoro&#8230; insomma addio blog, anzi arrivederci. A oggi, appunto. Torno animata da speranze di raccontarvi tante cose belle, ma qualcosa mi fa cambiare idea. Qualcosa che mi ha fatto venire la nausea, proprio dieci minuti fa. Apro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ben ritrovati tutti. Son qua di nuovo. Un malanno, due presentazioni di <strong>Grace</strong> (che vi racconterò) e il lavoro&#8230; insomma addio blog, anzi arrivederci. A oggi, appunto. Torno animata da speranze di raccontarvi tante cose belle, ma qualcosa mi fa cambiare idea. Qualcosa che mi ha fatto venire la nausea, proprio dieci minuti fa. Apro il pc, ,leggo le news. Sul sito di Repubblica  la notizia che il rogo alla Thyssen-Krupp ha fatto un&#8217;altra vittima. Roberto Scola, 32 anni. Foto. Un giovanotto con la faccia buona da povera Italia del Sud affamata di lavoro, faccia buona e pulita, 2 bambini piccoli a casa. Quei bambini che, arrivato in ospedale ridotto a torcia umana, prima di sprofondare nel nulla definitivo dell&#8217;incoscienza ha trovato la forza di evocare con  i medici, confessando la sua grande paura di non rivederli mai più. Guardo la sua faccia da brava persona, penso che con i compagni lavorava da dodici ore, penso a chi l&#8217;ha visto bruciare vivo con gli altri sei e ha scoperto di non poter fare nulla per aiutarlo se non pregare, perché estintori e idranti erano fuori uso&#8230; tanto chissenefrega, a febbraio si chiude&#8230; penso a questo, penso a che cosa si saran detti quest&#8217;uomo e sua moglie fino a poche ore prima che lui uscisse per andare in fabbrica, magari progettando le Feste, i regali per i bambini e senz&#8217;altro contando i soldi che non bastavano per tutto&#8230; penso, penso, poi il mouse si sposta su: vedi foto&#8230; clicco, senza sapere che mi sto spostando sulla pagina di Repubblica.it Torino e che mi verrà voglia di vomitare. Ma non perché si vedranno le orride immagini delle &#8220;torce vive&#8221; nella &#8220;fabbrica dei ragazzi&#8221; (al macello pare mandassero solo loro, lì, ormai, tanto chissenefrega a febbraio si chiude), no, quelle non si vedono. Vomitare per un&#8217;altra ragione: immagini dell&#8217;esterno della Thyssen, carabinieri, ambulanze ecc&#8230;. poi, a destra, in scorrimento, la rutilante pubblicità di una superchic gioielleria di Torino con superchic boutique anche al superchic hotel &#8220;Principi di Piemonte&#8221; del Sestrière. Diamanti, platino, rubini, la&#8221;boutique dell&#8217;orologio&#8221;&#8230; Ma non basta, scorrendo verso il basso, accanto ai tre flash sulla tragedia della Thyssen la foto di lui, l&#8217;Immancabile, Lapo Elkann, &#8220;arrivato in auto direttamente sulla piazza&#8221; non so che cavolo lì a Torino per inaugurare la boutique della sua nuova linea  non so che cavolo. Un Lapo trionfante: &#8221; Non ho preso multe!&#8221;</p>
<p>Un po&#8217; di pudore, di dignità, di decenza, andiamo&#8230;  Rabbia, poi una domanda spontanea. Non si poteva, almeno per qualche ora, sulla Home page di Repubblica.it Torino evitare la sconcezza? Togliere almeno per qualche ora, in segno di rispetto per quei poveri sventurati arsi vivi dall&#8217;incuria dei chissenefrega l&#8217;insulto ammiccante delle pubblicità superlusso e delle sviolinate ai Nulla del jet-set? Che pena, che schifo&#8230;</p>
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		</item>
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		<title>&#8220;Dev&#8217;essere successo qualcosa..&#8221;</title>
		<link>http://edivesco.ormedilettura.com/2007/11/10/devessere-successo-qualcosa/</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Nov 2007 00:03:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edi Vesco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Personaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ottobre 2003, Lione. Maratona agonistica, drappello di podisti che filano come lippe. A fine gara uno dei primi arrivati, tipino distinto, bruno snello e atletico, tutto contento si asciuga il sudore, si disseta, poi si mette in ascolto. Le campane della cattedrale suonano all&#8217;impazzata. &#8220;Strano&#8230; Dev&#8217;essere successo qualcosa&#8230;&#8221; osserva, svagato e giù un altro sorso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ottobre 2003, Lione. Maratona agonistica, drappello di podisti che filano come lippe. A fine gara uno dei primi arrivati, tipino distinto, bruno snello e atletico, tutto contento si asciuga il sudore, si disseta, poi si mette in ascolto. Le campane della cattedrale suonano all&#8217;impazzata. &#8220;Strano&#8230; Dev&#8217;essere successo qualcosa&#8230;&#8221; osserva, svagato e giù un altro sorso d&#8217;acqua.<br />
Il &#8220;qualcosa&#8221; riguarda proprio lui. Da Roma è appena arrivata la comunicazione della sua nomina a cardinale.  Il podista è Philippe Xavier Ignace Barbarin, oggi 57enne arcivescovo di Lione. Lo stesso fenomeno che sbarcando sotto il cupolone per l&#8217;ultimo conclave si è affrettato a chiedere se nei Giardini Vaticani gli sarebbe stato permesso di fare jogging in tuta, perché se l&#8217;era portata e ci sperava tanto. Se volete saperne di più su questo simpatico porporato  che una ne fa e cento ne pensa, leggete l&#8217;articolo che gli ha dedicato <a href="http://www.lexpress.fr/info/societe/dossier/vatican/dossier.asp?ida=436075  ">L&#8217;Express</a>.</p>
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		<title>Quando la realtà supera la fantasia</title>
		<link>http://edivesco.ormedilettura.com/2007/11/09/da-non-crederci/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Nov 2007 19:13:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edi Vesco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Da non crederci]]></category>

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		<description><![CDATA[Da non crederci. Ikea a casa non spedisce&#8230; Expedit, libreria larga 149. Non si sa perché, dipende dal magazzino centrale. Insomma, se non hai il furgone ti attacchi&#8230;L&#8217;ho scoperto oggi. Passata la rabbia e sfregiata la Punto  per farci entrare il mostro, ho incominciato a ridere. E&#8217; il colmo, non SPEDIRE EXPEDIT. Questa fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da non crederci. Ikea a casa non spedisce&#8230; Expedit, libreria larga 149. Non si sa perché, dipende dal magazzino centrale. Insomma, se non hai il furgone ti attacchi&#8230;L&#8217;ho scoperto oggi. Passata la rabbia e sfregiata la Punto  per farci entrare il mostro, ho incominciato a ridere. E&#8217; il colmo, non SPEDIRE EXPEDIT. Questa fa il trio delle meraviglie con due chicche scovate in Toscana anni fa: &#8220;Lottizzazione La Ladronaia&#8221; e Riabilitazione Fatighenti&#8221;. Come? Ah sì, vero, mettiamoci anche  Materazzi e Stankovic all&#8217;Inter quando dormiva e non vinceva un tubo&#8230;</p>
<p>Chi mi segnala altre perle? Grazie&#8230;</p>
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		<title>Edi-bio (fine). Edi-gusti, cioè &#8230;Così Edi se vi pare.</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Nov 2007 17:06:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edi Vesco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Parole bio]]></category>

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		<description><![CDATA[Dunque, interessi&#8230;
Piante fiori e vegetali in genere Non ne ho mai abbastanza (come l&#8217;arcangelo Michael-Travolta nel film non ne ha mai abbastanza di zucchero).
Musica  Ci lavoro, ci convivo. Dal classico (Barocco, Bach, Haendel e Vivaldi con tutto il sacro, le opere di Mozart…) alle canzoni francesi, con molta attenzione ai testi: Brassens mon amour [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dunque, interessi&#8230;</p>
<p><strong><em>Piante fiori e vegetali in genere </em></strong>Non ne ho mai abbastanza (come l&#8217;arcangelo Michael-Travolta nel film non ne ha mai abbastanza di zucchero).</p>
<p><strong><em>Musica</em></strong><strong>  </strong>Ci lavoro, ci convivo.<strong> </strong>Dal classico (Barocco, Bach, Haendel e Vivaldi con tutto il sacro, le opere di Mozart…) alle canzoni francesi, con molta attenzione ai testi: Brassens <em>mon amour </em>(delizie poetiche e grandi, semplici verità), Aznavour (colpevole di miliardi di ore passate a sognare in rosa), Brel, Bécaud, la Piaf  e Montand. In totale incoerenza, però, mi godo volentieri i grandi classici della canzone napoletana e qualche deliziosa vecchia canzone dell’Italia anni Cinquanta. Un po’ più in qua, verso i tempi moderni, proprio niente, Madame Preistoria? Ah sì, tutti gli anni Sessanta-Settanta. Alla faccia, sai che sforzo, Madame   Preistoria&#8230; Oh, insomma, quanto la fate lunga&#8230;. E se vi dicessi che mi piacerebbe da impazzire cantare in un coro anche se non ho molta voce? In casa canto sempre.</p>
<p><strong><em>Letture</em></strong> I grandi classici dall’antichità all’Ottocento, saggi storici e biografie. Tra i contemporanei, stando sul distensivo, massimo dei voti all’Ed McBain dell’87°Distretto. Vorrei saper scrivere come lui. <strong></strong></p>
<p><strong><em>Cinema </em></strong>Thriller, grandi ricostruzioni storiche e anche film più leggeri per sorridere e ridere. <em>L&#8217;erba di Grace  </em>per me è un capolavoro. Ma soprattutto le commedie americane alla Billy Wilder e i grandi film d’amore. Sono una romanticona, sì… A pensarci bene, nel mio caso non è stato Aznavour l’unico colpevole della Grande Truffa in rosa. Molto peggio di lui ha fatto Cary Grant. Cantonate paurose, fino a quando mi sono rassegnata: fatto lui non solo hanno rotto lo stampo, ma hanno anche frantumato i pezzettini , che poi hanno liquefatto con l’acido. E le goccioline se le è fumate il vento…</p>
<p><strong><em>Animali</em></strong>? Sì e da sempre, ma solo pennuti. I quadrupedi pelosi riesco solo ad apprezzarli se sono di altri. Nel passato ho avuto a che fare con galline, anatre, canarini, lucherini, gazze, ghiandaie, taccole, merli, fringuelli, merli indiani, codirossi… e perfino con un corvo, Kaiser. Oggi ho l’onore di convivere con un pappagallo, Miguel, <a href="http://edivesco.ormedilettura.com/files/2007/11/miguel-in-tutto-il-suo-splendore.JPG" title="Miguel"><img src="http://edivesco.ormedilettura.com/files/2007/11/miguel-in-tutto-il-suo-splendore.JPG" alt="Miguel" /></a>un Conuro di Nanday o Conuro testa nera.<img src="///C:/Users/EDI/Documents/immagini%20Edi/FOTO/CIOPPO/Miguel%20le%20Beau.JPG" /> <img src="///C:/Users/EDI/Documents/immagini%20Edi/FOTO/CIOPPO/Miguel%20le%20Beau.JPG" />Incredibile essere para-umano che ride, sospira, tuba, bacia («Smack!» a schiocco, da sentire, altrimenti non ci si crede), fa le fusa, borbotta e parla, parla tantissimo (sussurra da quando si abbassano le tapparelle fino alla luce del giorno dopo). Con lui una calopsite guancia arancio, Ping (aspettiamo Pong, vedremo…) La cosa buffa di Miguel è che si è fatto credere maschio per 10 anni (sì,10!!!), poi un giorno ha dato di matto più del solito e la sera, sorpresa… uovo! Lo guardava come un residuato bellico inesploso… In più, naturalmente, ogni primavera apro la clinica neonatale per pulcini caduti dai nidi: si accoglie, si imbecca, si svezza….</p>
<p><strong><em>Che cosa mi piace    </em></strong></p>
<p>1) Stare con i miei amici. E quando dico amici dico proprio amici. Pochi, pochissimi, quasi “nisuni” per dirla in veneto,  ma buoni, frutto di lunghe, accurate e spietate selezioni. Meglio prevenire che curare, le fregature prese da persone di cui pensi di poterti fidare sono peggiori di quelle prese in amore e negli investimenti finanziari.</p>
<p>2) Fare giardinaggio e stare nel verde. Camminare, anche per ore. Andare per funghi (lo faccio da quando avevo otto anni).</p>
<p>3) Venezia. D’autunno o inverno, preferibilmente. Angoli segreti, brumosi e malinconici. Sconosciuti. Venezia per me è come un soggiorno termale. Ci sto tre giorni e rinasco. La amo, tantissimo. Anche qui, maestro e guida papà, che ci passava giornate intere a dipingere calli e campielli ignoti alle mandrie turistiche.</p>
<p>4) Ridere, anche fino alle convulsioni. Alle elementari mi chiamavano Ridolini e non mi è mai passata.</p>
<p>5) Cucinare: esperimenti vari più cucina povera di tutti i paesi, genere «Datemi una patata e vi cambierò il mondo».</p>
<p>6) Guardare e ascoltare la gente, altro che cinema!</p>
<p><u></u><strong><em>Che cosa odio</em></strong><u><br />
</u></p>
<p>I numeri. So soltanto darli.</p>
<p>I maleducati, i presuntuosi, i furbi, gli ipocriti, i bulli, le gattemorte, le str… (non si può dire, ma quante ce ne sono!!!)</p>
<p>Chi crede di sapere tutto e di poter giudicare tutti.</p>
<p>Chi generalizza sempre  e su qualsiasi argomento.</p>
<p>Chi non è tollerante e non sa ascoltare.</p>
<p>Chi vive di apparenze e ostenta i soldini.</p>
<p>Chi pensa che mantenuta/o è meglio.</p>
<p>Chi valuta per quello che hai e non per quello che sei.</p>
<p>Chi fa l’esterofilo, parla inglese e non sa l’italiano.</p>
<p>Chi fa l’italiano e sa solo di calcio e non l’italiano.</p>
<p>Chi ha successo solo grazie a vincoli di sangue, matrimonio o letto.</p>
<p>Chi in tv fa i palinsesti pensando al livello di intelligenza del pubblico.</p>
<p>Chi tra il pubblico giustifica e apprezza certi palinsesti.</p>
<p>Chi fa il pubblicitario e <em>non </em>pensa al livello (medio) di intelligenza del pubblico.</p>
<p><strong><em>Che cosa non so assolutamente fare</em></strong>  Milioni di cose, al primo posto metto ex aequo fingere e cucire.<u><br />
</u></p>
<p><strong><em>Che cosa so fare bene</em></strong> Così di getto mi vien da dire «Disastri».  Mio figlio dice &#8220;Disastri&#8221; ma anche le lasagne, gli gnocchi di patate (senza uovo!) e il sugo alle vongole. Mah….</p>
<p><strong><em>Che cosa mi dicono sempre</em></strong>  «Scendi!» (dalle nuvole), «Disastro» (vedi sopra), «Tu sei matta!» (…)</p>
<p><strong><em>Sono felice?</em></strong>  Dunque, ho diversi problemini  anche seri da risolvere, però sì, riesco a sentirmi felice molto spesso, le piccole cose che danno sapore alla vita me le godo tutte, per gioire mi basta guardare una delle mie rose che sboccia… Probabilmente perché sono nata con due grandi fortune: 1) non sono mai cresciuta del tutto, la sindrome di Peter Pan ambulante sono io;  2) ho sempre creduto nel “segreto di Pollyanna”: trovare un aspetto positivo in ogni cosa. Certe volte si fa una fatica immane, però alla fine riesce sempre.<u><br />
</u></p>
<p><strong><em>Una persona famosa che vorrei conoscere</em></strong>  Brassens purtroppo non c’è più… Allora, vediamo. Il grande vecchio “paysan”, Maurice Mességué. Ascoltarlo, andare alla scoperta dei “semplici” camminando per ore con lui all’aria aperta. Con i suoi libri mi ha fatto amare con la ragione quel che già amavo con il cuore. Alla faccia di Pascal&#8230;</p>
<p><strong><em>Sogni nel cassetto</em></strong></p>
<p><!--[if !supportLists]--><strong><em>a)     </em></strong><!--[endif]--><strong><em>Sogni privati  </em></strong>Una piccolissima casa (tenda canadese in muratura, insomma ) ma con grande giardino o grande terrazzo, dalla Liguria in giù. Spero di averla prima di essere troppo rimbambita per godermela.</p>
<p><!--[if !supportLists]--><strong><em>b)     </em></strong><!--[endif]--><strong><em>Sogni professionali   </em></strong>Scrivere ancora tanti bei romanzi, qualche libro divertente, qualche pazza e buffa storia per i bambini e, urca sì!, soggetti e sceneggiature. Nel mio passato c’è anche una bella esperienza di conduttrice radiofonica, la radio mi affascina, ci tornerei volentieri. A raccontare storie di donne famose, a inventare un programma contenitore un po’ pazzoide e un po’ serio… va’ a sapere…</p>
<p><strong><em>Sogni irrealizzabili</em></strong>  Spiacente, nessuno. Sono una che si deprime per niente, così ho imparato in fretta che sognare l’irrealizzabile è masochismo.</p>
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