Mai nulla di splendido è stato realizzato
se non da chi ha osato credere
che dentro di se ci fosse qualcosa
più grande delle circostanze.
Fa strano sapere che la mano del sangue del tuo sangue ti abbia portato via. Non ti conoscevo e non ho parole………..
addio e a presto
s.
E il cuore quando d’un ultimo battito
Avrà fatto cadere il muro d’ombra,
Per condurmi, Madre, sino al Signore,
Come una volta mi darai la mano.
In ginocchio, decisa,
Sarai una statua davanti all’Eterno,
Come già ti vedeva
Quando eri ancora in vita.
Alzerai tremante le vecchie braccia.
Come quando spirasti
Dicendo: Mio Dio, eccomi.
E solo quando m’avrà perdonato,
Ti verrà desiderio di guardarmi.
Ricorderai d’avermi atteso tanto,
E avrai negli occhi un rapido sospiro.
LA MADRE - Giuseppe Ungaretti
Prometto di rosicchiare le mie nocciole, e di affrontare la vita garrula di gioia, perchè è il solo modo per affrontarla e non lasciarsi vincere da essa. Spero che il tuo spirito possa volare con la libertà e la tenacia che esprimevano i tuoi scritti. Che il tuo viaggio possa essere sereno, l’accoglienza festosa, il riposo ricco di serenità.
Ama la vita così com’è.
Amala pienamente, senza pretese;
amala quando ti amano o quando ti odiano,
amala quando nessuno ti capisce,
o quando tutti ti comprendono.
Amala quando tutti ti abbandonano,
o quando ti esaltano come un re.
Amala quando ti rubano tutto,
o quando te lo regalano.
Amala quando ha senso
o quando sembra non averlo nemmeno un po’.
Amala nella piena felicità,
o nella solitudine assoluta.
Amala quando sei forte,
o quando ti senti debole.
Amala quando hai paura,
o quando hai una montagna di coraggio.
Amala non soltanto per i grandi piaceri
e le enormi soddisfazioni;
amala anche per le piccolissime gioie.
Amala seppure non ti dà ciò che potrebbe,
amala anche se non è come la vorresti.
Amala ogni volta che nasci
ed ogni volta che stai per morire.
Ma non amare mai senza amore.
Non vivere mai senza vita!
(Madre Teresa)
che tu possa vivere in pace lissù adesso.
Addio Edi, che il tuo viaggio possa essere sereno, mi chiedo però che senso abbia tutto questo. Riposa in pace.
per il figlio, anche se forse non leggerà mai;
che tu abbia un pentimento profondo per questo gesto osceno che hai commesso.
com’è strano leggere le parole di chi non c’è più… ho sentito la notizia al tg ed essendo al computer sono venuto a vedere.
riposa in pace
e pensare che un ragazzo della mia età
sia stato capace di far quest’obrobrio
non ad un’estranea ma a colei che l’ha
amato,che l’ha cullato,che gli ha dato
la vita,da rabbia,tanta rabbia,
perchè tutto accade con estrema facilità???
perchè i tg sono solo pieni di cronaca nera???
perchè viviamo in un thriller senza fine??
**SENZA PIU’ PAROLE PER UN MONDO CHE NON SA VIVERE**
Ti ho scoperto tropo tardi, questa sera, dopo aver saputo… Avrei voluto conoscerti prima.
Che tu possa trovare, dove sei adesso, un mondo dove tutti gli “schifi” che ci sono in questo non esistano.
Madre che dà la vita…fino all’ultimo…
Che tu possa dal Cielo continuare a scrivere nel cuore di che ti ricorda.
Angelo che sei salito in cielo, vittima -come Cesare- della mano di Bruto, se ciò è possibile, vienimi in sogno. Ti aspetto,magda
Tu sei vittima -come Cesare- della mano di Bruto!
Sono addolorata per una così tragica fine, ad opera del PROPRIO FIGLIO, colui che abbiamo generato. Proprio ieri, ti ho “conosciuta” virtualmente, sul tuo sito. Mi sei apparsa subito come un’ amica, con quel tuo sguardo sereno, sorridente, pacato… Ironia della sorte, io, che sono giornalista, avevo, senza la minima esitazione, deciso di intervistarti! Che tragica casualità! Non potrò mai farlo! Addio mia cara amica! Scusa ma è così che mi piace pensarti. Oggo ho comperato il tuo ultimo(in tutti i sensi) libro. Riposa in pace. Loredana Filoni
ciao edi…il tuo viaggio finisce qui..dove comincia il suo..un destino terribile vuole cosi…ma non sara’ inutile..forse adesso capira’che parola grande e’MAMMA…arrivederci piccola rosa..
Non ho parole…addio piccola grande Edi…anch’io ho una figlia diciottenne…Buon viaggio,mi piace immaginare che tu abbia raggiunto la casa dei tuoi sogni…addio.
Ti ringrazio per questo post che è stato in grado di fugare in me ogni traccia di dolore per la tua scomparsa.
non ti conoscevo,ma dopo aver osservato la serenità del tuo sguardo è come se ti conoscessi da sempre.
addio cara Edi, da oggi ci sentiremo tutti un pò più soli
Cara amica…le rose…Lorenzo…l’amore…Miguel…le ali, le tue.
Non ho parole per ….. ma ti auguro di ritrovare una tastiera, qualche nocciola da sgranocchiare e …. tanti garruli di gioia.
Ciao
Guardo la tua foto e mi commuovo…i tuoi occhi non erano niente in confronto alle stelle…
Gli scrittori e i poeti danno voce alle parole dell’anima, le più difficili da dire. Quello di tuo figlio è stato un atto sacrilego due volte: verso la madre e verso la scrittrice. Ora che non ci sei più qualcosa delle nostre anime è volata via con te e qualcosa resterà non detto.
Il tuo pensiero vola sempre più in alto.
ti sento vicina,ti ho letto mi hai dato tanto,follia, riposa in pace
Spero la sua anima risposi davvero, ora che suo figlio sta in un inferno
lo schianto della vita è come un lampo sullo schermo
Non ci sono parole x descrivere quanto accaduto…Non ti conoscevo, ma dalle tue parole non potevi che essere una persona stupenda…La vita è proprio ingiusta…Riposa in pace Edi…
Signora Edi, lei è morta in un modo infame per mano del suo giovane figlio. Per quanto si capisce, perchè affetto da delirio di onnipotenza. Possa il suo martirio servire da insegnamento a tutti quegli uomini -giovani e meno giovani- i quali, quotidianamente, ammazzano, nel loro delirio, le donne anche se in modi diversi.
Ma non solo di insegnamento per gli uomini, ma anche per le donne che non si accorgono di covare in seno serpenti.
Pace a lei, signora Edi Vesco.
Che dire davanti a tanto orrore?
Le parole sono inutili, ma anche se non le leggerai mai, non riesco a fare a meno di scriverle. Non ti conoscevo, non abbastanza, ma la tua gioia di vivere, la tua sensibilità, la tua gaiezza, davanti a ciò che ti hanno fatto è qualcosa di abominevole.
Forse in te c’era tanto da dolore da molto tempo, tuttavia non smettevi di sorridere. Dignità in ogni parola, in ogni atteggiamento. Nessuno poteva sapere, tranne te. Ora, purtroppo, sappiamo anche noi, e nel modo più brutale.
Non scriverò nulla contro il tuo assassino. Tu non l’avresti voluto e non l’avresti permesso.
Mi limiterò a dire che la tua anima volerà come le farfalle colorate sul tuo sito. Libera di spaziare nei cieli, di posarsi sui fiori che ti piacevano tanto, e di guardarci, forse anche di sorvegliarci.
Non ti dico addio, solamente perchè gli addii definitivi non esistono.
Ciao, Edi.
Solo a te può essere concessa la parola perdono.
T.
Ciao Edi, mi mancherà la tua vocina allegra e le tue parole scritte su msn, non ho avuto modo d’incontrarti quest’estate per i motivi che ti dissi e me ne rammarico molto, scusami se non sono stato così affidabile come meritavi e che rabbia mi fa ora non aver potuto discutere con te del nuovo sito così come avevamo fatto con Pergamon (ah quell’arpa…), spero che dall’altra parte troverai qualcuno più puntuale del sottoscritto e che non abbia preclusioni verso le farfalle come me. Un abbraccio forte. Cicci
Edi sei venuta a trovarmi questa notte, quanto abbiamo riso!
Ti voglio bene.
Ciao Edi Vesco, ho letto le cose che scrivevi ed eri brava, arrivi sempre al cuore dei lettori. Voglio dire in questo spazio che tutti ignoriamo ciò che è accaduto in quei momenti di quel brutto giorno.E nessuno può metter becco e giudicare un terribile dramma familiare, che merita soltanto pietà e silenzio. Si poteva evitare? Le cose potevano andare diversamente? Le responsabilità degli eventi che ci capitano sono frutto del nostro destino? Delle nostre azioni precedenti? Della fatalità più banale? E il tuo prossimo poteva inserirsi in questo dissidio e deviare la catena dei fatti? E’tutto già scritto EdiVesco, oppure no?
Queste domande sgorgano pensando alla tua storia, ma non avranno mai risposta perchè sono le domande comuni a tutti in questa vita terribile sopraffatta dalla violenza e dalla follia.
Tu gentile Edi Vesco hai scritto una volta Il Sole d’Inverno. Il tuo caso mi induce a pensare che noi viviamo gorni tristi, in un perenne inverno senza sole. A presto Francesco
Ciao Edi. Sono un milanese che non ti conosceva, prima del dramma. Ho visto ieri al TG3 Lombardia un servizio, in parte girato alla Feltrinelli. Stanno andando a ruba i tuoi libri! Ho letto anche un paginone sulla tua triste storia sul Corriere della Sera, e anche sul nobile giornale ho visto le copertine dei tuoi libri. Ma guarda un po’, mi sono detto, se muori di morte violenta, allora tutti si ricordano di te, tutti stanno a farti pubblicità. Io scrivo queste righe, perché sento dentro di me tanta rabbia. Come vedi, Edi, non esprimo alcun giudizio su tuo figlio. Se esiste una vita dopo la morte, penso che da dove ti trovi starai a sorridere, a beffeggiare questa nostra società che vive di gossip e di matricidi, omicidi di varia natura. Io non comprerò mai un tuo libro, proprio perchè sei morta in questo modo. Non intendo fare arricchire gli altri, quelli che ci marciano sulla tua ingiusta fine. Ho visto il tuo sito, e da lì ho capito chi sei veramente: dolce, tenera, sincera, e forse troppo spensierata per questo mondo. Questo mondo è truculento, si alimenta di sangue, di perfidia e di odio. Tu no: rincorrevi le farfalle. Ed io t’immagino come una fragile farfalla, svolazzante nell’aria.
Ciao, anzi arrivederci. Perchè tutti, prima o poi, c’incontreremo nel luogo dove la tua anima si trova. Alberto
ciao mamma dal cuore pieno d’amore per il tuo lorenzo… pure io sono mamma di un ragazzo di 18 anni… ho pianto leggendo quanta vita c’è su questo spazio e quanto affetto… spero ti arrivi tutto tutto…
ti abbraccio
però mi chiedo il perché nessuno ha parole per il figlio, e nessuno si domandi il perché si sia rotrovato a sgozzare sua madre. cosa è stato fatto a quel figlio? perchè ha ucciso sua madre?
resto col sangue gelato nelle vene davanti a quello che un figlio possa essere in grado di fare alla propria madre; mi chiedo con quale coraggio trovi la forza per aprire gli occhi ogni mattina e vivere un nuovo giorno??!!
io ho conosciuto personalmente Edi il primo giugno 2007, alla sperling. un incontro deciso dopo uno scambio di mail. io avevo un progetto da proporre e lei si è mostrata disponibile, gentile nel volermi aprire una porta e così, l’appuntamento. un colloquio troppo veloce, troppo ricco di aspettative e di ansia da parte mia. credo di non esserle stata molto simpatica, forse immaginava che fossi più preparata, che fossi qualcuno con delle idee geniali… forse semplicemente, solo una questione di pelle. non so cosa ci fosse di sbagliato e me ne rammarico, visto la mia felicità nel poterla incontrare. pazienza quel che è stato è stato, ormai appartiene strettamente al bagaglio dei miei ricordi, che non potrò mai scordare, abbandonare in qualche binario della mia memoria!!
solo un grazie per avermi dato una speranza di possibilità e un rimpianto per non essere stata in grado di conquistarti come avrei voluto… tamara.
Killerella, PERO’ uomo ipocrita anche tu.Arriviamo dovunque noi..
Grazie. Hai azionato il CIRCOLO..
In questo luogo, non si censura nessuno. Tanto meno il figlio, la cui valutazione è affidata ad altri. Io vorrei esprimere qualche parola d’amore per questa creatura, estirpata alla terra in modo così violento.
L’amore, Edi, è un equilibrio invisibile che si allarga per cerchi concentrici, irradiandosi in ogni direzione: verso ogni creatura e ogni frammento del Creato. Tu, come madre, lo hai naturalamente indirizzato verso la tua creatura. E, per mano di questa creatura, hai lasciato la terra. Chiedersi il perché Dio abbia permesso ciò, sarebbe pretendere troppo dall’umana “ratio”. Nella Mente Infinita è impossibile leggere, perchè la nostra mente finita sconfinerebbe. E, a tal proposito, io penso che il tuo amore abbia sconfinato, al punto che esso si è riversato su di te, come altrui mano omicida.
Ma ora il tuo Spirito è libero e colmo sempre di Amore, ma di quello Universale. Prega tu, per me.
Addio Edi! Non mi ricordo come ero arrivata al tuo blog ma lo lessi in estate e lo segnalai ad un sito letterario…
Ma che importa questo: come sei potuta morire in modo così barbaro? Perché? eri ancora così giovane e avevi tanto da dire e da dare.
In un mondo di persone che scalpitano per pubblicare, tu che l’hai fatto tante volta e in modo così brillante sorridevi al pensiero di essere chiamata scrittrice.
Ti voglio bene. Mi procurerò i tuoi libri, specie quello dell’imperatrice Sissi. Fai un pensierino da lassù per noi che già ti consideriamo un’amica.
Che la terra ti sia tanto tanto lieve.
Ciao Edi.
Bianca.
THINK, io dico solo che provo rabbia leggendo questi messaggi, sono sempre i soliti. io mi chiedo il perchè un figlio si ritrovi a uccidere la propria madre. qui la gente scrive le solite cose, questa morbosità verso il morto, le care parole. io invece mi chiedo il perchè un ragazzo di 18 anni ha ucciso la propria madre. vorrei sapere perché. perchè esiste un perchè. sempre.
“Figli che uccidono i propri genitori. Perché? Chiunque se lo sarà chiesto, ma il parenticidio rappresenta un dramma che forse oltre ad essere inquadrato e classificato, andrebbe capito e prevenuto. La società rimane impotente, incredula, perché quella che viene colpita è la sua forza trainante, è come sbagliare la costruzione di un palazzo, attaccarne le fondamenta: se non reggono, tutto crolla. La famiglia, microcosmo essenziale e vitale, sembra sbriciolarsi lentamente, attaccata da dinamiche, da cambiamenti e da richieste troppo rapide, complesse ed improvvise, che la società stessa detta. Essa, convoglia su di sé, speranze, gioie, frustrazioni e bisogni di diverse persone appartenenti a differenti momenti evolutivi e spesso “volersi bene” non è purtroppo sufficiente ad allontanare il dolore che la vita necessariamente reca con sé. Molti studi ed analisi sono stati condotti su parricidio e matricidio, ancora poche invece le notizie riguardanti il parenticidio, sia dal punto di vista scientifico che giuridico: esso infatti non rappresenta una configurazione autonoma, come accade invece in Francia, ma è contemplato tra le aggravanti di omicidio (tesi della psicologa Tiziana D’Avello).”
‘May the road rise to meet you. May the wind be always at your back.
May the sun shine warm upon your face and the rain fall soft upon your fields.
Until we meet again may God hold you in the hollow of his hand’.
n.g.
“La morte non è niente. Non conta. Io me ne sono andato nella stanza accanto. Non è successo nulla. Tutto resta esattamente com’era. Io sono io e tu sei tu, e la vita passata che abbiamo vissuto insieme è immutata, intatta. Quello che siamo stati l’uno per l’altro, lo siamo ancora. Chiamatemi con il mio vecchio nome. Parlate di me con la facilità che avete sempre usato. Non cambiate il tono della Vostra voce. Non assumete un’aria forzata di sollenità o di dolore. Ridete come abbiamo sempre riso degli scherzi che facevamo insieme. Fate che il mio nome rimanga per sempre quella parola familiare che è stata. Pronunciatelo senza sforzo, senza che diventi l’ombra di un fantasma.La vita significa tutto ciò che ha sempre significato. E’ la stessa che è sempre stata. C’è una continuità assoluta ininterrotta. Cos’è questa morte se non un incidente insignificante. Perchè dovrei essere lontano dal Vostro cuore sol perchè non sono con Voi? Vi sto soltanto aspettando, da qualche parte, molto vicino, appena svoltato l’angolo. Va tutto bene”….
Mi chiedo soltanto se - passata l’emozione e il raccapriccio dei primi giorni susseguenti il fattaccio - anche questa brutta e dolorosa storia non finirà obliata nelle nostrementi che subito dimenticano e cancellano… Lo si vede da questo blog, che non ha più rinnovo di commenti…
Cara Edi,
volevo salutarti anche qui, sul tuo blog.
Non dimenticherò la tua dolcezza e la tua simpatia, e ancora grazie per i consigli spassionati.
Con tanta stima e affetto.
Cara dolce Edi
ovunque tu sei in questo momento ti auguro di non soffrire troppo quando ti renderai conto di come sei morta, ti auguro di abbandonarti nelle braccia del tuo angelo custode e delle anime amiche che sono gia di la´.
Qualcuno pensera´ a tuo figlio e lo aiuteranno, tutto andra´ meglio.
Tutti noi ci chiediamo cosa e´ nascosto dietro la tua morte e ci sono ancora tante domande che non troveranno una risposta.
Trovare le motivazioni profonde e le colpe serve ad evitare in futuro eventi simili quindi mi sento in dovere di condividere alcune riflessioni.
Io credo che ci siano piu responsabili indiretti dietro la tua morte, la mia e´ forse presunzione ma ho la sensazione che tuo figlio sia stato la vittima della societa che bombarda i giovani di informazioni e immagini violente, di sogni impossibili. Inoltre non conosco il tuo ex marito ma se vi siete lasciati ci sara´ un motivo, come si fa a non volere stare accanto ad una donna dolce come te e all´opposto se l´hai allontanato tu avrai avuto i tuoi motivi per volere restare sola?
Mi chiedo che tipo di esempio questo altro genitore ha dato,mi chiedo se sia stato un esempio di maturita´, unione,amore , rispetto, dolcezza, spiritualita´ per vostro figlio o se per caso abbia trasmesso l´opposto, immaturita´, divisione, mancanza di rispetto, ira, materialismo.
I ragazzi sono fragili e qualsiasi nostro comportamento incide su di loro.
Queste considerazioni le faccio perche ho trovato offensive le frasi di alcuni articoli come “Lei e il marito si erano separati per divergenze sull´ educazione del figlio, lei troppo permissiva e dolce, lui piu´ severo”
Adesso la dolcezza e l´amore incondizionato diventano una colpa ? E vogliamo fare una colpa alla dolcezza di Edi di quello che e´ successo ?
Non sara´ per caso invece l´esempio opposto di severita´ ad avere contribuito alla insabilita´ del giovane ?
Noi non possiamo rispondere a queste domande ma chiedo a tutti di interrogarsi sulle responsabilita di societa e di famiglia.
Ricordiamoci che dell´educazione dei figli si e´ responsabili in due e che e´ troppo superficiale liquidare un caso come questo dicendo semplicemente che il ragazzo era affetto da problemi psichici che prima di allora non si erano mai manifestati con la violenza.
Cosa procura ad un giovane normale la perdita dell´equilibrio ?
Edi amava la vita vissuta in modo profondo, consapevole e umile.
Ti auguro tutta la luce possibile.
“Lei lo ha portato in grembo per nove mesi, nutrendo l’anelito a perpetuarsi in un altro essere…Lui s’è nutrito del suo sangue, per poi versarlo…Come Parca ha spezzato il filo della tua vita…”
Era forse un presagio, Edi?
Forse, in quel terribile momento, da docile cincia sei diventata aquila? E’forse questo che ha scatenato il raptus?
ARMATI, CUORE, ANCHE SE IL CUORE GRONDA LACRIME!
NON ELIMINATE ANCORA QUESTO BLOG. E’ UN OMAGGIO A UNA DONNA SUBLIME, ALLA QUALE IO RENDO IL MIO SALUTO. ARRIVEDERCI, MIA AUTRICE COMMOVENTE.
NON ELIMINATE ANCORA QUESTO BLOG.ARRIVEDERCI, MIA AUTRICE COMMOVENTE.
Ho ventidue anni, e non mi vergogno affatto di riportare questo stralcio dal libro CUORE di Edmondo De Amicis. Qualche antico sentimento non può che far che bene. Possa un giorno leggerlo chi le ha tolto la vita!
ALLA MAMMA
“In presenza della maestra di tuo fratello tu mancasti di rispetto a tua madre! Che questo non avvenga mai più, Enrico, mai più! La tua parola irriverente m’è entrata nel cuore come una punta d’acciaio. Io pensai a tua madre quando, anni sono, stette chinata tutta una notte sul tuo piccolo letto, a misurare il tuo respiro, piangendo sangue dall’angoscia e battendo i denti dal terrore, ché credeva di perderti, ed io temevo che smarrisse la ragione; e a quel pensiero provai un senso di ribrezzo per te. Tu, offender tua madre! tua madre che darebbe un anno di felicità per risparmiarti un’ora di dolore, che mendicherebbe per te, CHE SI FAREBBE UCCIDERE PER SALVARTI LA VITA! Senti, Enrico. Fissati bene in mente questo pensiero. Immagina pure che ti siano destinati nella vita molti giorni terribili; il più terribile di tutti sarà il giorno in cui perderai tua madre. Mille volte, Enrico, quando già sarai uomo, forte, provato a tutte le lotte, tu la invocherai, oppresso da un desiderio immenso di risentire un momento la sua voce e di rivedere le sue braccia aperte per gettarviti singhiozzando, come un povero fanciullo senza protezione e senza conforto. Come ti ricorderai allora d’ogni amarezza che le avrai cagionato, e con che rimorsi le sconterai tutte, infelice! Non sperar serenità nella tua vita, se avrai contristato tua madre. Tu sarai pentito, le domanderai perdono, venererai la sua memoria; - inutilmente, - la coscienza non ti darà pace, quella immagine dolce e buona avrà sempre per te un’espressione di tristezza e di rimprovero che ti metterà l’anima alla tortura. O Enrico, bada: questo è il più sacro degli affetti umani, disgraziato chi lo calpesta. L’assassino che rispetta sua madre ha ancora qualcosa di onesto e di gentile nel cuore, il più glorioso degli uomini, che l’addolori e l’offenda, non è che una vile creatura. Che non t’esca mai più dalla bocca una dura parola per colei che ti diede la vita. E se una ancora te ne sfuggisse, non sia il timore di tuo padre, sia l’impulso dell’anima che ti getti ai suoi piedi, a supplicarla che col bacio del perdono ti cancelli dalla fronte il marchio dell’ingratitudine. Io t’amo, figliuol mio, tu sei la speranza più cara della mia vita; ma vorrei piuttosto vederti morto che ingrato a tua madre. Va’, e per un po’ di tempo non portarmi più la tua carezza; non te la potrei ricambiare col cuore”.
Mi aspetto da un momento all’altro di poter leggere un tuo post arguto e divertente su questo tuo blog. Arrivederci Edi. Mario
Caro “però”, se rileggi i commenti parole per il figlio ce ne sono. Io in particolare ho scritto che ora si trova in un inferno e che paradossalmente l’anima di sua madre per questo non avrà pace….
D’accordo problematizzare le cose, ma proprio tutto no. Mi rifiuto.
Perché un figlio uccide la madre? Forse c’era una qualche ragione per forza? Forse nel loro rapporto si celava qualcosa di malato? Non lo so. Tutte considerazioni senz’altro civili e illuminate, ma la mia mente non è solo ragione. Il mio istinto mi porta a sperare che il figlio ora stia in un inferno.
Cara Edi,
arrivederci…
Mi spiace per te…
Spero veramente che questo figlio si renda conto di ciò che ha fatto
uccidere la mamma… colei che gli ha dato la vita…
Ma dove mai andremo a finire?!?
Edi, riposa in pace…
Stef
Hai doppiato il Capo della morte. Ma in che modo? Violenza, stupore, ansietà, terrore…
Ho visto il video dei tuoi funerali, e ho sentito che il prete impetrava a nome tuo PIETA’ per tuo figlio. Ma io mi chiedo: la vuoi davvero? Perdonami, ma io per lui provo indignazione. Possa tu riposare in pace e, se ciò ti è concesso, dimenticare.
Il filmato della tv non sembra più disponibile l’ho caricato anche su youtube
Cara Edi, noi ti conosciamo solo attraverso i tuoi libri; ma la tua morte crudele ci ha sconvolte tanto, che non ci sentiamo più sicure insieme ai nostri figli. Pensiamo all’educazione da noi impartita, all’affetto che ci lega, ai rimproveri che loro facciamo. Forse, anche se la cosa può sembrare grottesca, dovremmo tutte restare in casa vestite con cotte di maglia e armature ed elmi. E, invece no, siamo certe sempre che fra le nostre braccia c’è il frugolino, che cullavamo, bisognoso delle nostre coccole.Forse dall’alto tu puoi illuminarci in questo nostro cammino di madri.
Dio ti lasci riposare in pace.
Cara Edi, su google ho visto le foto della prentazione del tuo libro Il Sole d’Inverno. I tuoi occhi brillavano come stelle per la gioia del tuo meraviglioso primo lavoro. Un libro: cos’è mai un libro per l’autore? Forse un popino, che non ti si rivolta contro. Un figlio da amare.
E, oggi, mi chiedo se non sarebbe stato meglio che tu avessi “messo al mondo” solo libri. Possono passare di moda, è vero, possono durare una stagione, ma restano nel tempo fedeli compagni, amanti, figli.
Ciao, Edi Vesco.
cara edi, e ora?
aiutami a trovare parole non scontate, per favore…
Ciao Edi.
Il blog si è fermato, nessuo scrive più, ma è l’unico modo che ho per mandarti un messaggio, una preghiera e un abbraccio.
Edi….
Mon chagrin est immense…..
10 ans d’amitié, nos vacances en Italie et en Normandie, les jeux entre Lorenzo et Clément…. Nos oursons…
Comment comprendre ce qui s’est passé ? Comment accepter que ton fils qui t’adorait ait pu commettre un acte aussi monstrueux ?
La “tante de Daniel” se sent bien orpheline aujourd’hui….
Ma virtu-soeur, j’en pleure de t’écrire ce message que tu ne liras pas, auquel tu ne répondras pas avec ta gentillesse, ta générosité et ton humour…
Il ne me reste que nos messages, nos photos de vacances, ce magnifique poème que tu m’as écrit en quelques minutes…
Nos éclats de rire devant les chapitres du “Magico libro” que tu nous lisais en les écrivant…
Tu as marqué les gens… Ta bonne humeur, ta gentillesse, ton optimisme…
Les messages ici prouvent à quel point tu as conquis le coeur de tes lecteurs et des gens qui t’approchaient….
A tous ceux qui ne l’ont pas connue, Edi était aussi merveilleuse que vous pouvez l’imaginer….
Bisous Trisous, Quadrisous Marquise…
Piccolina
Edi,
tu ne liras pas …tout comme tu n’as pas lu mon message de bonne année…..que je suis abasourdie de chagrin….
J’ai aussi tellement de peine pour ton Lorenzo et sa vie future, cet enfant que tu chérissais tant, qu’a t-il bien pu se produire……?
Tu me manques déjà…..je n’oublierai jamais tes encouragements, tes compliments, ta générosité et ton coeur d’enfant…..
Adieu mon amie
Io mi chiedo se davvero il figlio ha sempre amato la madre, o invece è stato sempre un ipocrita, un falso. Perchè si può litigare fra madre e figli, ma arrivare al punto di martirizzarla, come in questo caso è da pena di morte. Si ricorre, in Italia, all’alibi della malattia mentale anche in casi in cui si dovrebbe procedere per direttissima. Altro non aggiungo.
Euplio dice che il blog si è fermato; Ugolino ce l’ha con il figlio. Io, che finora non ho scritto nulla, ti chiedo: dall’alto del Cielo azzurro da te tanto amato, hai già perdonato? Fammelo sapere, perché io non saprei perdonare. Eri davvero come appari nei tuoi libri? Dolce, illusa, romantica, sognatrice? O forse i tuoi sogni te li ha spezzati la follia umana, che non ha inizio e neppure fine? Dove sei Edi? Nell’Empireo?
Un abbraccio da chi non ti ha conosciuta.
J’apprend la mort d Edi avec effroi. Vous ces amis écrivez moi s’il vous plait
Philippe
milano: uccisa dal figlio, giudizio immediato
16:10:14 - 15 Apr 2008
MILANO Chiesto il giudizio immediato per Lorenzo G., il 18enne che il primo gennaio uccise a Milano la madre, la scrittrice Edi Vesco, 52 anni. Il processo e’ stato fissato al 13 giugno davanti alla prima corte d’Assise, ma gli avvocati del ragazzo hanno la possibilita’ di chiedere che il 18enne sia giudicato davanti a un gup in rito abbreviato. Oggi sono stati ascoltati i periti chiamati a valutare la condizione psichiatrica del giovane, che hanno affermato che al momento del fatto il ragazzo era senz’altro almeno parzialmente incapace di intendere e volere. Agr
Edi Vesco rimane un mistero. Ho letto i suoi libri, ho visitato il suo sito, e proprio non riesco a capire se fosse nata figlia o genitore. «Sì, ho pubblicato dei libri. Ma non significa che io mi senta scrittrice. Quando mi definiscono così mi vien da ridere. Perché Scrittore è una definizione troppo bella e importante, di più, è un’onoreficienza somma, un’assunzione in cielo che meritano soltanto i mostri della storia della letteratura. Gli altri, tutti quanti, tutti noi, siamo soltanto autori». È così che Edi dava il benvenuto sul suo sito. Anzi, non solo lo dava: continua a darlo. Perché quello che lascia attoniti, quando si digita www.edivesco.it e ci si ritrova nel campo di margheritone bianche che fa da sfondo e quando compaiono le varie sezioni in cui il sito è diviso, i suoi link, è che tutto sembra assolutamente dinamico: in vita. All’improvviso uno sciame di farfalline comincia anche a svolazzare fra le parole
La finta eternità in Rete
È la Rete. Se un pettegolezzo finisce su Internet conquista la durata pressoché infinita che ha la verità. Un fattarello di cronaca messo in archivio sul sito di un quotidiano di provincia acquista in questa maniera una tale accessibilità nel tempo, da entrare a pieno diritto nella Storia. Perché è questa, la spaventosa caratteristica della Rete: la capacità di creare una finta eternità del transitorio. E sul suo sito allora Edi non solo non morirà mai, come succede in parte a tutti coloro che hanno lasciato da qualche parte un’opera, una traccia, qualcosa così incisivo da sopravvivergli: sul suo sito Edi è in movimento. Torniamo al punto. Com’è che si muove? Da figlia o genitore della vita (sua e degli altri)? Certamente figlia, se ti concentri sulle farfalline, le margherite, e sulla commovente soavità delle parole che aprono il sito. Genitore: se ti concentri sulla saggezza di quelle stesse parole, sull’umiltà a cui richiamano, se sai per esperienza che non è affatto scontata quando si discute dell’opportunità di considerarsi omeno artisti, del bisogno e la fretta di definirsi tali per garantire di fronte al mondo e a se stessi una licenza di originalità ai propri pensieri e alle proprie azioni. Aquel punto allora cerchi Edi Vesco nei suoi libri. Autrice o scrittrice che si considerasse, ne ha pubblicati tre (tutti per la Sperling&Kupfer, con cui lavorava da anni anche come editor e traduttrice). Il Magico Libro. Zuccologia, gufologia e autentica stregoneria. Sottotitolo: La guida più completa al mondo di Harry Potter. «Non ho mai fatto niente di più divertente », dichiara Edi, a proposito di questa che può considerarsi una vera e propria guida turistica allo smarrimento imposto dal regno delle favole. Dopo arrivano i romanzi. In Sissi. Una ribelle alla corte di Vienna, è dichiarata volontà della Vesco quella di «sostituire alla melensa e irreale visione di Elisabetta d’Austria, data dal film con Romy Schneider, un suo ritratto autentico». Documentato attraverso le fonti più svariate, ecco così che l’Imperatrice Sissi ricorda quella, perfetta e tragica come in una fotografia, immortalata da Constantin Christomas, il suo insegnante privato di greco, nelle pagine di quel diario, che a tratti appare come un trattato filosofico, pubblicato in Italia da Adelphi nell’ottantanove. Sole d’Inverno invece è un romanzo d’amore. Un amore che all’apparenza non ha ragioni per esplodere e che proprio per questo invece esplode, fra un medico tropicalista che lotta per le popolazioni più disperate dell’Africa e una giornalista glamour di Milano. Di nuovo. Figlia o genitore? Sembra rispondere lei stessa, nelle pagine autobiografiche del sito. La bambina sbagliata, le intitola. «Nasco il 25 febbraio 1955. Bel mese, febbraio: profumo di calicanthus e fresie (…). Nasco di carnevale, di venerdì (il giorno dei matti) e all’ora della merenda: insomma, tutto un programma (…)». Nasce e poi cresce ad Arona, nel Novarese, e per iscriversi all’Università di Milano e laurearsi in Filologia, data la povertà dei mezzi della famiglia d’origine si paga da sola gli studi con i lavoretti più svariati, dà ripetizioni private a «collaborazioni giornalistiche e radiofoniche con emittenti private a ritmi folli ». A un certo punto Edi sembra esprimerlo senza mezzi termini: «L’infanzia è stata il mio stampino per la vita». Ma nei racconti di quella sua infanzia e dell’adolescenza non compaiono adulti: nessuno che l’accompagni se non di sfuggita, nessuno che le dica: tranquilla, la direzione comunque è quella, non ti sbagliare. L’unica figura significativa (ma anche questa solo di passaggio) è quella di Ormezzano, allora direttore di Tuttosport, che pubblica una lettera in cui Edi lo rimprovera per aver «incautamente» affermato che i giovani non hanno tempra necessaria per diventare dei validi cronisti, e le risponde incitandola a continuare a «scrivere e scrivere».
Il merlo e il pappagallo
Ci sono i tre amici con cui dà vita ad Arona alla rivista Il Sancarlone, le amiche imprescindibili, gli interlocutori sul lavoro, c’è un pappagallo che si chiama Miguel, c’è Cleo il merlo. Nessun adulto rispetto a qualcun altro, ripeto. Compare suo figlio: però non c’è il suo ex marito (chissà, forse quando a un certo punto allude con ironia alle «catastrofi varie» della sua vita si riferisce anche a quel matrimonio finito presto, ma chi può dirlo). Tutti i rapporti sono comunque all’insegna dello scambio orizzontale, mai di qualche insegnamento preso da chi è più esperto di noi o dato a chi lo è meno. Perché? Perché Edi Vesco è così materna nei confronti di tutto quello che intraprende e di chi incontra da non avere bisogno di farsi proteggere a sua volta, o perché è così innocente e spregiudicata nelle sue fantasie che, come i bambini quando imparano a camminare e all’improvviso si sentono grandi, proprio in quel momento è in pericolo e andrebbe tenuta d’occhio? «Che cosa mi viene bene fare. Di getto dico disastri». Il disastro alla fine è arrivato per davvero. Ma la responsabilità non è stata mica di Edi. Non è stata di nessuno, se si considera per l’appunto illusoria, creata a uso e consumo delle nostre rassicurazioni, la linea di confine che nelle famiglie separa i genitori dai figli, le vittime dai carnefici, le colpe dai meriti. Non lo so perché l’ho fatto, continuerà a ripetere Lorenzo alla polizia. Sì, lui e sua madre avevano litigato. Edi l’aveva sgridato per esser tornato troppo tardi, la notte dell’Ultimo dell’anno. Come spesso accade in famiglia da una discussione ne prende spunto un’altra, e allora mamma io non vado più a scuola, mi sono rotto i coglioni, e invece Lorenzo ci vai, non se ne parla proprio. Cose così. Che niente hanno mai determinato, niente possono determinare.
Il delirio di onnipotenza
«Può sembrare l’esplosione di un episodio psicotico. Mi domando se non avesse dato altri segnali prima», sostiene a una prima analisi dei fatti la psicoterapeuta Anna Meneghelli, che coordina un programma di prevenzione dei ragazzi a rischio e a esordio di psicosi. Di segnali Lorenzo non ne aveva dati, pare. A parte una generica insofferenza nei confronti della madre. E una e-mail di dodici pagine al padre, qualche giorno prima, che aveva intitolato «Delirio di onnipotenza » e in cui passando attraverso Socrate e Nietzsche, Lorenzo dichiarava di aver avuto «un’illuminazione», di aver «capito il senso della vita». Apparentemente archiviabili, l’insofferenza e il delirio, sotto la voce diciottanni. Forse allora torna davvero utile quanto sostiene John Daves per giustificare il suo incesto: il fatto è che semplicemente a volte le emozioni prendono il sopravvento. E possedere o distruggere un genitore diventa verosimile. L’onnipotenza sembra proprio quella della rete, dove le farfalline di Edi continuano a svolazzare imperterrite. Ma l’effetto demiurgico è esattamente l’opposto. I legami di sangue, quanto di più eterno ci è dato da sperimentare in vita, a quel punto ci si rivelano nella loro possibile, inquietante transitorietà.
Chiara Gamberale
27 aprile 2008
( da Corriere.it)
Una brutta storia ma si conosce già dopo tanti mesi come è andata a finire?
RISPOSTA A PASQUALE
Il pm Elisa Moretti ha chiesto una condanna a 16 anni, in rito abbreviato, per Lorenzo Giacomini, il ragazzo di 18 anni che lo scorso Capodanno uccise la madre di 52 anni, la scrittrice Edi Vesco, nella loro abitazione in via Bertinoro a San Siro. Due giorni prima il ragazzo scrisse al padre un’email in cui manifestava segni di cedimento psichico.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275280
Luglio 12, 2008 - Pubblicato da tiamotd | daily news | anni, madre, rischia, uccise | Nessun Commento
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RISPOSTA A PASQUALE
Il pm Elisa Moretti ha chiesto una condanna a 16 anni, in rito abbreviato, per Lorenzo Giacomini, il ragazzo di 18 anni che lo scorso Capodanno uccise la madre di 52 anni, la scrittrice Edi Vesco, nella loro abitazione in via Bertinoro a San Siro. Due giorni prima il ragazzo scrisse al padre un’email in cui manifestava segni di cedimento psichico.
A mestra italiana de Harry Potter é “morta pelo filho com uma garrafa de vinho”
The Independent - John Phillips
04/01/2008
Tradução: Bruna Moreno
O filho adolescente de uma tradutora que popularizou o mundo de Harry Potter na Itália supostamente confessou tê-la atingido com uma garrafa de vinho e cortado sua garganta.
Recentemente, Edi Vesco, 52, a famosa escritora e editora da Editora Sperling and Kupfer, tinha feito algumas alusões em seu famigerado blog, de forma benigna, sobre suas dificuldades no relacionamento com seu filho de 18 anos, com quem ela dividia um apartamento em Milão.
A polícia disse que o estudante, identificado somente por suas iniciais LG, trancou o apartamento depois do assassinato na terça-feira e tomou um trem para o norte da cidade da Brescia. Aparentemente, ele se entregou à polícia “em um estado confuso” posteriormente naquela mesma noite e confessou o assassinato.
Ele foi acusado de homicídio doloso e de tentativa de abuso sexual, de acordo com as fontes judiciais. O jornal Corriere della Sera disse que o jovem contou às autoridades que ele tentou estuprar sua mãe e depois a acertou com uma garrafa de vinho espumante, mas que “não conseguia se lembrar” por que ele a teria matado.
Um investigador descreveu o caso como “uma história realmente assustadora - um drama familiar apavorante” e disse que o assassinato aconteceu no clímax de uma briga, causada quando o garoto contou à mãe que planejava deixar a escola e estudar sozinho para os exames finais.
A senhora Vesco escreveu uma série de livros e traduziu as biografias de Catherine Deneuve e Gerar Depardieu, mas ficou mais conhecida por seu trabalho, em 2002, intitulado “Il Magico Libro Del Mondo de Harry Potter” (”O Livro Mágico - Os Segredos do Mundo de Harry Potter”), anunciado como o guia mais completo do mundo sobre o menino bruxo de J.K. Rowling.
O trabalho inclui excertos que a senhora Vesco traduziu dos livros de Harry Potter e explanações sobre a bruxaria nos títulos, assim como quizzes, jogos e palavras cruzadas.
Em seu blog, a Senhora Vesco recentemente mencionou que tinha “vários probleminhas sérios para resolver”, mas aparentemente não os levou a sério, comparando-os a sua perícia como cozinheira.
“O que eu sei fazer direito? Quando eu perco a cabeça, sou tentada a falar desastres. Meu filho fala ‘desastres’ mas também lasanha, nhoque de batata e molho de marisco,” ela escreveu.
Os vizinhos descreveram a escritora e seu filho como personalidades “calmas”. A polícia disse que o adolescente não tinha antecedentes criminais, mas que era uma figura “introvertida”. Segundo boatos, ele falou sobre seus planos de deixar a escola em um e-mail intitulado “Delírio de Onipotência” que mandou a seu pai, que era separado da senhora Vesco.
A mensagem incluía citações de Sócrates, Einstein e Nietzche, e descrevia o que o garoto chamou de seu “esclarecimento” perante o caminho que tinha escolhido seguir pela vida.
Por alguns anos, na época do Natal e das férias de verão, a Itália tem sofrido com violentas tragédias familiares, que estouram sem nenhuma razão evidente.
A Ministra da Família do país, Rosy Bindi, disse aos repórteres estrangeiros recentemente que a onda de assassinatos insensíveis era “um sinal de que a família se tornou frágil” na Itália, apesar da predominante reputação do país católico de sustentar valores familiares.
“As famílias geralmente são isoladas e necessitam de ajuda”, ela disse.
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Mi dispiace.Non lo sapevo.
La follia vive nell’uomo e implode all’improvviso. Ci si appiglia alla testa di una madre, al cuore di una persona cara…
Ma la vita terrena non è essa un inferno? Tu, dolce scrittrice, hai abbandonato la falsità che corrode le scorie di questo mondo, le menzogne, vermi che s’incuneano nel cranio dei poveri di spirito, gli interessi, le pochezze, le ignobili e vili azioni, che spingono gli umani a commettere ogni atto turpe.
Tu ora guardi con occhi lievi, come in una lanterna magica, il succedersi degli eventi. Qualcuno ormai ha ordinato…
«…le piccole cose che danno sapore alla vita me le godo tutte, per gioire mi basta guardare una delle…
Lo tsunami del 26 dicembre 2004. Ne L’ultimo quarto di luna ho dedicato dei capitoli a questo…
C’entra un film, sì. Storia di una monaca, di Zinnemann, con Audrey Hepburn e Peter Finch semplicemente…
Impazza. Infierisce. Imperversa. Impedisce gli scambi d’auguri e doni sotto l’albero. Più…
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Ben ritrovati tutti. Son qua di nuovo. Un malanno, due presentazioni di Grace (che vi racconterò) e…
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Che la terra ti sia live.