Dunque, interessi…

Piante fiori e vegetali in genere Non ne ho mai abbastanza (come l’arcangelo Michael-Travolta nel film non ne ha mai abbastanza di zucchero).

Musica Ci lavoro, ci convivo. Dal classico (Barocco, Bach, Haendel e Vivaldi con tutto il sacro, le opere di Mozart…) alle canzoni francesi, con molta attenzione ai testi: Brassens mon amour (delizie poetiche e grandi, semplici verità), Aznavour (colpevole di miliardi di ore passate a sognare in rosa), Brel, Bécaud, la Piaf e Montand. In totale incoerenza, però, mi godo volentieri i grandi classici della canzone napoletana e qualche deliziosa vecchia canzone dell’Italia anni Cinquanta. Un po’ più in qua, verso i tempi moderni, proprio niente, Madame Preistoria? Ah sì, tutti gli anni Sessanta-Settanta. Alla faccia, sai che sforzo, Madame Preistoria… Oh, insomma, quanto la fate lunga…. E se vi dicessi che mi piacerebbe da impazzire cantare in un coro anche se non ho molta voce? In casa canto sempre.

Letture I grandi classici dall’antichità all’Ottocento, saggi storici e biografie. Tra i contemporanei, stando sul distensivo, massimo dei voti all’Ed McBain dell’87°Distretto. Vorrei saper scrivere come lui.

Cinema Thriller, grandi ricostruzioni storiche e anche film più leggeri per sorridere e ridere. L’erba di Grace per me è un capolavoro. Ma soprattutto le commedie americane alla Billy Wilder e i grandi film d’amore. Sono una romanticona, sì… A pensarci bene, nel mio caso non è stato Aznavour l’unico colpevole della Grande Truffa in rosa. Molto peggio di lui ha fatto Cary Grant. Cantonate paurose, fino a quando mi sono rassegnata: fatto lui non solo hanno rotto lo stampo, ma hanno anche frantumato i pezzettini , che poi hanno liquefatto con l’acido. E le goccioline se le è fumate il vento…

Animali? Sì e da sempre, ma solo pennuti. I quadrupedi pelosi riesco solo ad apprezzarli se sono di altri. Nel passato ho avuto a che fare con galline, anatre, canarini, lucherini, gazze, ghiandaie, taccole, merli, fringuelli, merli indiani, codirossi… e perfino con un corvo, Kaiser. Oggi ho l’onore di convivere con un pappagallo, Miguel, Miguelun Conuro di Nanday o Conuro testa nera. Incredibile essere para-umano che ride, sospira, tuba, bacia («Smack!» a schiocco, da sentire, altrimenti non ci si crede), fa le fusa, borbotta e parla, parla tantissimo (sussurra da quando si abbassano le tapparelle fino alla luce del giorno dopo). Con lui una calopsite guancia arancio, Ping (aspettiamo Pong, vedremo…) La cosa buffa di Miguel è che si è fatto credere maschio per 10 anni (sì,10!!!), poi un giorno ha dato di matto più del solito e la sera, sorpresa… uovo! Lo guardava come un residuato bellico inesploso… In più, naturalmente, ogni primavera apro la clinica neonatale per pulcini caduti dai nidi: si accoglie, si imbecca, si svezza….

Che cosa mi piace

1) Stare con i miei amici. E quando dico amici dico proprio amici. Pochi, pochissimi, quasi “nisuni” per dirla in veneto, ma buoni, frutto di lunghe, accurate e spietate selezioni. Meglio prevenire che curare, le fregature prese da persone di cui pensi di poterti fidare sono peggiori di quelle prese in amore e negli investimenti finanziari.

2) Fare giardinaggio e stare nel verde. Camminare, anche per ore. Andare per funghi (lo faccio da quando avevo otto anni).

3) Venezia. D’autunno o inverno, preferibilmente. Angoli segreti, brumosi e malinconici. Sconosciuti. Venezia per me è come un soggiorno termale. Ci sto tre giorni e rinasco. La amo, tantissimo. Anche qui, maestro e guida papà, che ci passava giornate intere a dipingere calli e campielli ignoti alle mandrie turistiche.

4) Ridere, anche fino alle convulsioni. Alle elementari mi chiamavano Ridolini e non mi è mai passata.

5) Cucinare: esperimenti vari più cucina povera di tutti i paesi, genere «Datemi una patata e vi cambierò il mondo».

6) Guardare e ascoltare la gente, altro che cinema!

Che cosa odio

I numeri. So soltanto darli.

I maleducati, i presuntuosi, i furbi, gli ipocriti, i bulli, le gattemorte, le str… (non si può dire, ma quante ce ne sono!!!)

Chi crede di sapere tutto e di poter giudicare tutti.

Chi generalizza sempre e su qualsiasi argomento.

Chi non è tollerante e non sa ascoltare.

Chi vive di apparenze e ostenta i soldini.

Chi pensa che mantenuta/o è meglio.

Chi valuta per quello che hai e non per quello che sei.

Chi fa l’esterofilo, parla inglese e non sa l’italiano.

Chi fa l’italiano e sa solo di calcio e non l’italiano.

Chi ha successo solo grazie a vincoli di sangue, matrimonio o letto.

Chi in tv fa i palinsesti pensando al livello di intelligenza del pubblico.

Chi tra il pubblico giustifica e apprezza certi palinsesti.

Chi fa il pubblicitario e non pensa al livello (medio) di intelligenza del pubblico.

Che cosa non so assolutamente fare Milioni di cose, al primo posto metto ex aequo fingere e cucire.

Che cosa so fare bene Così di getto mi vien da dire «Disastri». Mio figlio dice “Disastri” ma anche le lasagne, gli gnocchi di patate (senza uovo!) e il sugo alle vongole. Mah….

Che cosa mi dicono sempre «Scendi!» (dalle nuvole), «Disastro» (vedi sopra), «Tu sei matta!» (…)

Sono felice? Dunque, ho diversi problemini anche seri da risolvere, però sì, riesco a sentirmi felice molto spesso, le piccole cose che danno sapore alla vita me le godo tutte, per gioire mi basta guardare una delle mie rose che sboccia… Probabilmente perché sono nata con due grandi fortune: 1) non sono mai cresciuta del tutto, la sindrome di Peter Pan ambulante sono io; 2) ho sempre creduto nel “segreto di Pollyanna”: trovare un aspetto positivo in ogni cosa. Certe volte si fa una fatica immane, però alla fine riesce sempre.

Una persona famosa che vorrei conoscere Brassens purtroppo non c’è più… Allora, vediamo. Il grande vecchio “paysan”, Maurice Mességué. Ascoltarlo, andare alla scoperta dei “semplici” camminando per ore con lui all’aria aperta. Con i suoi libri mi ha fatto amare con la ragione quel che già amavo con il cuore. Alla faccia di Pascal…

Sogni nel cassetto

a) Sogni privati Una piccolissima casa (tenda canadese in muratura, insomma ) ma con grande giardino o grande terrazzo, dalla Liguria in giù. Spero di averla prima di essere troppo rimbambita per godermela.

b) Sogni professionali Scrivere ancora tanti bei romanzi, qualche libro divertente, qualche pazza e buffa storia per i bambini e, urca sì!, soggetti e sceneggiature. Nel mio passato c’è anche una bella esperienza di conduttrice radiofonica, la radio mi affascina, ci tornerei volentieri. A raccontare storie di donne famose, a inventare un programma contenitore un po’ pazzoide e un po’ serio… va’ a sapere…

Sogni irrealizzabili Spiacente, nessuno. Sono una che si deprime per niente, così ho imparato in fretta che sognare l’irrealizzabile è masochismo.

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2 risposte a Edi-bio (fine). Edi-gusti, cioè …Così Edi se vi pare.

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  1. Bellino assai il tuo blog! Ma la foto è troppo pensierosa… L’erba di Grace l’ho visto tante ma tante volte, in inglese è ovviamente un’altra cosa, ma una volta tanto il doppiaggio non è uno scempio. La lista della spesa è senz’altro condivisibile, ma fa tanto Quelli che…
    Ora mi leggo gli altri post.
    Un saluto Napoletano da Cicci

    13:50, Commento
  2. Cicci caro, grazie per queste attenzioni! Metterò anche foto pazze di me medesima, vedrai! Sei un amico in Gigabyte! Processore Cicci Intel Pentium 10 e lode

    14:30, Commento

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