Aprile 1982. Fuori corso per tutto quel daffare, mi laureo con una tesi sulla poesia latina del V secolo d.C. All’istante, spedisco un’infinità di domande di assunzione a Case editrici e incrocio le dita. Il caso, puro e semplice, colpisce nel gennaio ’83. In Rusconi Editore, una mattina, sopra la pila della posta vede la mia lettera il D.G. Gualtiero Capella, commendatore milanese con casa di vacanza ad Arona, dove si diletta a pescare alborelle. Chi sarà mai che gli scrive da Arona? Un’alborella? Legge e gira immediatamente la lettera alla Divisione Libri, dove da qualche mese stanno cercando un redattore neolaureato in lettere classiche, ma “con buona esperienza di carta stampata” (più facile trovarne con esperienza di papiri, ma tant’è…). Mi chiamano, faccio un test. Gli anni di gavetta tornano utili, su 42 candidati al posto assumono me.
La Libri a quei tempi è il ghetto del Gruppo Rusconi. Su un catalogo di tutto rispetto facciamo in quattro gatti il lavoro di quarantaquattro con il resto di due, ma con la sensazione costante che tanto non gliene freghi niente a nessuno. Sensazione poi confermata dalle successive vicissitudini del Gruppo. La Libri? Buttiamola, non ce ne frega niente, dei libri… E vai col rotocalco!
Come e quando ho incominciato a scrivere? Ah, questa è bella davvero, meglio ancora della storia delle alborelle. Nel 1990, per ragioni varie, mi perdo in una lunga «escursione» professionale nel settore fitoterapeutico/medicine naturali. Nella primavera 1996, per catastrofi varie, ne esco malconcia (tanto), salvando solo qualche buon amico e un patrimonio enorme di conoscenze affascinanti. Riflettendo, capisco il senso del detto: «Chi lascia la via vecchia per la nuova…» OK, è stato un errore. Riprendiamo la via vecchia, i libri. La mia scrivania torna a coprirsi di manoscritti. Mi butto a capofitto, lavoro come non ho mai lavorato prima, giorno e notte. Ma essendo malconcia (tanto) non basta ancora, devo fare di più. Idea…Perché non scrivere come autrice? Racconti, perché no? Compro per la prima volta Confidenze per vedere come accidenti siano, questi racconti… e, guarda caso!, su quel numero si lancia un concorso letterario: «Scrivi il tuo sogno d’amore». Uh che ridere, non è roba per me! Poi ci ripenso. Perché no? Ci provo, sentendomi un’imbecille totale. Ma come, ho una marea di lavoro e sto lì a scrivere d’amore? Ricordo ancora il cestino traboccante di palline di carta come nei cartoni animati. Mi spremo, mi sforzo in ogni modo di concepire qualcosa di molto romantico e sentimentale, ma la mia natura è quella che è… Alla fine, mi ritrovo con una storia surreale: incomincia con un bruco che rotola da una lattuga su un foglio di giornale e continua con un canarino dimenticato in treno. Fra i due animali stanno un’imbranata più bestia di loro e un tipo per fortuna più sveglio, che se ne innamora e la convince ad amarlo. Quanto mai scettica, spedisco la storia. Passa il tempo senza notizie e io mi dico “Lo sapevo che finiva così…” Ma, sorpresa, un giorno mi telefonano dalla redazione. La storia ha superato il vaglio della giuria tecnica e adesso, con altre undici, va all’esame delle lettrici, che voteranno la migliore. Ma lei, intanto, scusi, non è che vorrebbe collaborare con noi? Ci piace il suo stile…” Volo a Segrate con alcune proposte. Nel 1998 diventeranno le biografie storiche romanzate della serie «Amori all’ombra del trono» e le due più estese su Sissi-Elisabetta d’Austria e Grace Kelly. Così, nella primavera del 1997, quando il racconto pazzo del canarino si classifica secondo con una pioggia di voti (le lettrici sono più matte di me, è evidente), io da un pezzo sto già scrivendo storie. Che, meraviglia delle meraviglie!, piacciono molto. Le lettrici mi scrivono, entusiaste. Evviva! Davvero, quell’esperienza durata circa otto anni oggi si è chiusa, ma la ricordo come molto gratificante.
Non si è invece mai chiusa l’esperienza con Sperling & Kupfer. La seconda casa, la seconda famiglia. Un gineceo di grandi professionalità. Grandi, tutte quante. Simpatiche, anche. Revisioni, traduzioni e poi editing, manipolare i testi altrui, farne dei libri. Adattare, inventare, creare, buttare giù qualcosa, ma sì, anche un po’ di copy… Insomma, tutto quel che faccio ancora oggi come «lavoro» (www.pergamon.it)
Nel luglio del 2002 il salto. «Edi, ce la scrivi tu la strenna di Natale? Fantasia a 360 gradi, grazie!» Vado a casa sotto choc, medito. In meno di un mese nasce il Magicolibro, una mattana dedicata al mondo di Harry Potter “firmata” da folletti dai nomi assurdi, come Lasagna Cuccagna, Cirillo Birillo e Sofia Amnesia (la prima a nascere, mi “appare” in metrò mentre rincaso). Questo magicolibro è davvero magico, lo porto ancora nelle scuole per le presentazioni e a cinque anni di distanza continua a camminare, tradotto in Francia con aggiornamenti progressivi, in Brasile, Russia, Giappone e Repubblica Ceca.
Seguono Sissi (2004) e, nel 2005, la creatura cartacea più amata, cullata, voluta, scritta e riscritta: il romanzo Il sole d’inverno, dedicato alla medicina tropicale. Il suo seguito, L’ultimo quarto di luna, è stato pubblicato a giugno 2007.
In quest’ anno meraviglioso c’è anche altro. Il sole d’inverno è diventato Soleil d’hiver per i lettori francesi, portato in libreria il 3 ottobre da Editions de l’Archipel… il sogno di sempre, vederlo in Francia… A settembre in Italia ecco invece sbocciare Grace. Il romanzo della sua vita, una mia visione intimistica della star di Hollywood diventata Principessa di Monaco, più l’edizione aggiornata del Magicolibro. Non ho ancora capito com’è successo, mi stropiccio gli occhi, li chiudo, li riapro. Caspita, è tutto vero…
«…le piccole cose che danno sapore alla vita me le godo tutte, per gioire mi basta guardare una delle…
Lo tsunami del 26 dicembre 2004. Ne L’ultimo quarto di luna ho dedicato dei capitoli a questo…
C’entra un film, sì. Storia di una monaca, di Zinnemann, con Audrey Hepburn e Peter Finch semplicemente…
Impazza. Infierisce. Imperversa. Impedisce gli scambi d’auguri e doni sotto l’albero. Più…
Lo tsunami del 26 dicembre 2004. Ne L’ultimo quarto di luna ho dedicato dei capitoli a questo…
Ben ritrovati tutti. Son qua di nuovo. Un malanno, due presentazioni di Grace (che vi racconterò) e…
Librissimo, sì. Non perché ci ho messo mano come editor, ma perché è veramente buono. Nathan Gelb,…