Ricerca di lavoro mirato, insomma… Lezioni di latino a raffica e qualche supplenza a parte, seguo l’istinto: collaborazioni giornalistiche a ritmi folli, occupandomi di attualità e cronaca locale per periodici ed emittenti radiofoniche private del Novarese. In più, grande appassionata di ciclismo e merckxista della prima ora (”Vai, Eddy!”), seguo corse ciclistiche e gare di ciclocross della zona, collaborando con radio locali e un settimanale specializzato milanese, Ciclismo d’Italia, in redazione Alberto Ferraris e Marco Civoli (sì, proprio lui, attuale “calcio cronista” Rai!) E un giorno, bum! Al Giro d’Italia Gian Paolo Ormezzano dichiara incautamente che i giovani non hanno la tempra e il coraggio per diventare grandi suiveurs di ciclismo. Salto sulla sedia. Indignata, gli scrivo raccontandogli come passo le mie domeniche d’inverno e d’estate dietro ai corridori, anche sotto l’acqua e la neve con il c… piatto per le ore in auto. Risultato: prima pagina di Tuttosport, lettera della settimana «La ventenne che va per campi portando bottiglie d’acqua ai ciclisti». Da sprofondare. Ma sotto la lettera c’è il prezioso commento di lui, GPO: «Ai ragazzi come questa ventenne io do un solo consiglio: scrivere, scrivere, scrivere, poi si vedrà!» Non l’ho mai dimenticato, mai e ho continuato a scrivere (adesso sapete di chi è la colpa, di GPO…)
Giugno 1979, la svolta. Con tre amici anche loro appassionati di giornalismo, fondo ad Arona una rivista mensile di attualità, Il Sancarlone (e che altro?). Carta patinata, foto a colori, articoli graffianti. Casa mia diventa la redazione e io il jolly: impagino, seguo montaggio e stampa, raccolgo pubblicità (è l’unico introito perché la rivista non ha finanziatori, dopo qualche anno con le provvigioni riuscirò a comprarmi Cleo, un merlo indiano), distribuisco la rivista nelle edicole, incasso, spedisco le fatture… Ma soprattutto scrivo. Tanto, tantissimo. E mi piace sempre di più. Inutile dire che queste mie performance extra-antichità sono guardate con scandalizzata diffidenza all’Istituto di Filologia Classica della Statale di Milano, che frequento per forza di cose, perché nel frattempo sto anche studiando per laurearmi in Lettere Classiche. Cosa alla quale, fra parentesi, incominciavo a non credere. Alla fine ci riesco, alla grande. 104/110. “Potrei darle il massimo dei voit se lei va avanti nella ricerca” dice qualche mese prima la relatrice. “No grazie va bene così, l’unica cosa che voglio ricercare adesso è uno stipendio.
Caro Cicci, io non ho letto Giallo su Giallo, quindi non posso esprimermi. Però ricordo il Gianni Mura splendido cronista “suiveur” di ciclismo. E il giallo sulle poderose spalle di Eddy Merckx sulle Alpi o sui Pirenei o lanciato nelle cronometro resta uno dei ricordi più belli… Forza, amici del ciclismo “vero”, venite che chiacchieriamo un po’……………
ciao Edi, ho letto tutto: dal ciclismo alle piante ai pennuti. Ma ho letto anche i tuoi romanzi. Non è vero che gli uomini non leggano libri malamente definiti al femminile. Ultimo è stato Grace, ti ho lasciato anche un commento si IBS. Puoi dirmi la verità? Ti sei dovuta trattenere per raccontare la verità, tutta la verità sulla Principessa bionda?
Caro Alberto, sorpresa da tanto interesse per i miei libri e le mie “ciacole” ti ringrazio molto. So che Il Sole d’Inverno e L’ultimo quarto di luna hanno diversi lettori uomini e ne sono felice, felicissima, perché era proprio quel che volevo, interessare tutto il pubblico. Del resto, che gli uomini leggano di emozioni femminili e che le donne leggano di lacrime maschili non serve forse a favorire una miglior comprensione reciproca?
Detto questo, veniamo a Grace. Trattenermi dal dire tutta la verità? Non proprio, ma un bel po’ di riflessione c’è stata. Sai, sarebbe stato molto facile, meno faticoso ed estremamente utile accodarsi alle pruriginose Cronache da Materasso sulla Star Principessa. Gli elenchi degli uomini di Grace Kelly sono merce ghiotta, tanto che ogni biografo scova un nuovo amore, una nuova passione (il libro della Leigh che ho letto in anteprima fa di questo espediente un’arte). Potevo adeguarmi, sì. Ma perché? Perché “rimestare la polenta” ancora e ancora(molto rustico e poco regale ma efficace)? Perché invece non soffermarsi su alcune foto di Grace molto più eloquenti di mille parole e guardare oltre il sorriso stereotipato? Guardare gli occhi velati, le pieghe amare agli angoli delle labbra e pensare… perché era così? Io l’ho fatto, il resto è venuto dalle testimonianze dei familiari e degli amici che davvero la conoscevano. Ho voluto raccontarla così, come donna, una donna che malgrado avesse da sempre avuto tutto forse da sempre ha desiderato qualcos’altro in termini di affetto, attenzione… Era insicura, era triste. Fin da bambina e se l’è tirato dietro. Ecco come l’ho sentita.
Aspetto di leggere su IBS il tuo commento. E intanto ancora grazie di cuore per questa attenzione.
«…le piccole cose che danno sapore alla vita me le godo tutte, per gioire mi basta guardare una delle…
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Impazza. Infierisce. Imperversa. Impedisce gli scambi d’auguri e doni sotto l’albero. Più…
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Ben ritrovati tutti. Son qua di nuovo. Un malanno, due presentazioni di Grace (che vi racconterò) e…
Librissimo, sì. Non perché ci ho messo mano come editor, ma perché è veramente buono. Nathan Gelb,…
Qualche mesetto fa ho letto Giallo su Giallo di Gianni Mura, carino ma ben poco Giallo, un libro più sulla cucina francese e sulla Francia, il Tour è poco più di un pretesto. Un’occasione mancata secondo me.